La Crittografia

Nel mondo reale siamo circondati da lucchetti e serrature, e non sono così utili come pensiamo.
La porta di casa ferma le preccupazioni, non i ladri: potete spendere quanto desiderate per comprare serrature migliori, ma con gli strumenti adatti e il tempo necessario queste verranno tutte forzate.
I ladri del mondo reale hanno bisogno di tempo a scassinare un impianto di sicurezza e corrono il rischio di essere colti nell’atto, con le mani nel sacco.
Quelli che operano nel mondo digitale invece possono compiere i loro crimini senza essere scoperti (nella maggior parte dei casi, si intende) e senza doversi mai avvicinare al bersaglio.
Nel mondo fisico ci sembra giusto che la polizia debba aver accesso ad un edificio se sospetta che sia utilizzato da un’organizzazione terroristica e, anche se le sue porte disporranno delle migliori serrature mai concepite dall’uomo, ai militari basterà aprire un varco nel muro.
I lucchetti digitali a cui ci affidiamo per proteggere la nostra vita virtuale, le nostre transazioni bancarie, l’iscrizione on-line alle scuole , le comunicazioni confidenziali e le videoconferenze sono algoritmi matematici indistruttibili e non si piegano alla volontà di nessuno.
Senza la crittografia non sarebbe possibile autenticarsi e comunicare in modo sicuro in rete; tuttavia la maggior parte delle persone è favorevole ad inserire nei protocolli di comunicazione “porte sul retro”, consentendo così alla “polizia” di entrare sviando la crittografia e leggendo i dati, se necessario.
Purtroppo, lasciare un varco aperto per un governo significa concederlo a tutti i governi del mondo senza alcuna eccezione e se si decide di non farlo, essi cerceranno in tutti i modi di forzare la serratura che chiude il varco, con tutta la potenza di calcolo che possiedono.
Cercare di bandire la crittografia sarebbe inconcepibile quanto tentare di bandire una formula matematica: buona fortuna al governo che ci provi.
L’indistruttibilità di questi luchetti è la cosa più sacrosanta a cui si deve aspirare quando si legifera in materia di accesso ai dati digitali.
Cercare di forzare, anche solo minimamente ed impercettibilmente questi meccanismi, mette tutti in pericolo: presenta il rischio di aprire a tutto il mondo gli scrigni che portiamo sempre con noi e che contengono tutta la nostra vita.
Un varco di accesso è fatto per essere sfruttato e verrà sfruttato da persone che non avrebbero dovuto neanche conoscerlo.
Aprendone uno, orde di malviventi potrebbero accedere alle informazioni attraverso la rete.
Non importa quanto vorremmo realizzare un lucchetto forzabile dai “buoni”, utilizzato “solo quando serve”, perché passerà nelle mani dei “cattivi” in men che non si dica: tale congegno non esiste, e chi ne chiede la realizzazione ne ignora le implicazioni oppure, ed è qui che le persone tendono sempre a stupirci, colui che lo chiede non è così bene intenzionato come vuole mostrarsi.

di Mattia Mascarello

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