Video mossi? Ecco 5 metodi per stabilizzarli

Sei un aspirante videomaker, gestisci un canale YouTube, vuoi realizzare un video al compleanno di tua sorella, o sei semplicemente uno curioso? Beh, in ogni caso, sei capitato nel posto giusto. I video stanno acquistando sempre più importanza e sempre più spesso ci capita di eseguire delle riprese anche solo con il cellulare nelle occasioni più svariate. Capiamo subito, dunque, che realizzare dei prodotti di qualità diventa fondamentale per farsi apprezzare dal proprio pubblico (intendo anche la zia) e per esprimere con successo idee e concetti col linguaggio cinematografico (o con una storia di Instagram se vogliamo…). Ecco 5 metodi per stabilizzarli.

Video mossi? Ecco 5 metodi per stabilizzarli

Ti illustrerò 5 strumenti che potrai trovare facilmente anche online e che cambieranno il tuo modo di girare i video. Sono in ordine di “professionalità”, come scoprirete, dal più basico ed economico all’ultimo… ultra professionale (leggete tutto l’articolo per scoprirlo!). I loro costi dipendono molto da prodotto a prodotto ma, purtroppo, non sempre si parla di prezzi bassi; insomma, se vuoi diventare un videomaker di successo, mi sa che dovrai prendere in considerazione una certa spesa

  1. Il cavalletto

Non potevo che cominciare da lui. Direte: mah si ci arrivavo anch’ io… Beh, forse non tutti sanno che si tratta di uno strumento indispensabile ed economico per eseguire delle buone riprese fisse. Ne trovate di tutti i tipi, dai monopiedi ai meno convenzionali a quattro gambe, ma il classico cavalletto che tutti conosciamo è il treppiede. 

Le loro proprietà dipendono soprattutto dalla capacità della “testa” di ruotare in modo fluido, senza causare dunque brusche oscillazioni. Sceglietelo quindi con cura, e fate attenzione alla sua robustezza e al peso supportato. Esistono anche cavalletti specifici per i possessori di GoPro (o generiche action cams) o per le riprese con lo smartphone.

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Il mio consiglio
Personalmente, trovo molto valido il cavalletto della K&F. Lo potete comprare da qui.

2. Lo slider

Ecco che ci stiamo addentrando in un campo molto avvincente e altamente delicato del videomaking: quello che viene definito in gergo “movimento macchina”. Il modo più facile per rovinare le nostre riprese muovendole è, ad esempio, camminare con la videocamera in mano o con lo smartphone. Lo slider è uno strumento che vi permette di creare un movimento della vostra fotocamera/del vostro smartphone verso destra o sinistra in assoluta fluidità e silenzio (senza creare rumori meccanici di disturbo). Il sistema si sviluppa su due binari paralleli, spesso in fibra di carbonio, che vi permetteranno di far slittare letteralmente la vostra camera creando il movimento desiderato (dolly). Ne esistono dei più svariati tipi: lunghi, corti, allungabili, motorizzati, manuali…. Lo slider vi permetterà di dare una svolta alle vostre riprese creandone di super professionali. Tutti si chiederanno: “Ma

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come cavolo fa a fare queste riprese… sono fantastiche!”. Certo che si tratta di uno strumento da usare principalmente con macchine fotografiche e videocamere: è più scomodo con lo smartphone

Il mio consiglio
Se volete un prodotto super professionale, il migliore in circolazione ma anche il più caro, vi consiglio il Magic Carpet della Syrp. Da comprare qui.

 

3. La gru

Sì, hai capito bene: sto parlando proprio di una gru: ne esistono di alcuni tipi “cinematografici”, utilissimi per aiutare ad eseguire delle fluide riprese verticali o in diagonale che sorprenderanno sicuramente la vostra audience. Non vi aspettate una gru da cantiere; certo, ne esistono anche di quelle dimensioni, ma quelle che fanno di più per un amatore non superano i 3 metri, e sono comunque sempre pieghevoli e facilmente trasportabili. Se lo slider arricchisce notevolmente le vostre riprese (in qualunque modo lo usiate), la gru necessita di maggior attenzione per essere sfruttata al meglio: utilizzarla in modo inadeguato potrebbe non creare gli effetti desiderati. Si tratta pur sempre di uno strumento che sorprenderà nel vostro “backstage” amici e parenti, ma soprattutto i vecchietti che vi guarderanno girare i video come fosse un cantiere ;)!

Il mio consiglio
Per una gru economica ma molto resistente, e lunga ben 2,10 metri, clicca qui.

 

4. La cable cam

La cable cam, che pochissimi conoscono, funziona con un sistema analogo a quello dello slider, ma consente di “slidare” coprendo una superficie molto più ampia. Viene anche detta per questo motivo “cable slider” ed è utilizzata per lo streaming in diretta o la registrazione di concerti, manifestazioni ed eventi sportivi. La videocamera va agganciata ad una struttura a 2 o 4 ruote che scivola su uno o due fili tesi da entrambe le estremità (per esempio usando due alberi o due muri). Il sistema è spesso motorizzato, per ovvi motivi di praticità. Come avrete capito, si tratta sicuramente di uno strumento molto professionale che garantisce risultati molto performanti. Se dei primi 3 strumenti che vi ho illustrato sono disponibili diverse varianti e qualità con diversi prezzi, magari più accessibili, la cable cam costa ancora troppo, è difficilmente reperibile e non facilmente abbordabile. Speriamo che in futuro il suo impiego diventi più accessibile.

 

Il mio consiglio
La migliore cable cam, a mio avviso, rimane quella della Syrp, un eccellente prodotto ad un prezzo leggermente elevato. Clicca qui per saperne di più.

5. La steady cam

L’attributo “steady” è sicuramente molto rassicurante. Si tratta di uno strumento di stabilizzazione della ripresa classico, forse uno dei più “antichi” tra quelli che ho elencato (insieme al cavalletto). Una steady cam è  una struttura che ti aiuta a sostenere la camera (nel caso di quelle più complesse con tanto di sistema idraulico) o che, in alternativa, corregge alcuni movimenti bruschi che potrebbero alterare la ripresa (come per esempio gli stabilizzatori a tre assi motorizzati). Mentre gli sliders, le cable cams e le gru sono spesso poco compatibili con gli smartphones e poco comodi da usare, esistono degli stabilizzatori (steady cams, appunto) molto ergonomici e totalmente compatibili con i nostri telefoni. Se l’acquisto di una mega struttura idraulica che pende dalla vostra schiena vi sembra troppo azzardato – e non avete tutti i torti – lo stabilizzatore a tre assi fa per voi. Un sistema motorizzato (a 3 motori) correggerà le vibrazioni e gli spostamenti bruschi della vostra mano rendendo le vostre riprese fantastiche. Anche i costi sono contenuti.

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Il mio consiglio
La Dji, famosa casa produttrice di droni per il cinema, realizza tra le altre cose degli stabilizzatori a tre assi (Ronin) molto interessanti. Eccoli qui.

Si conclude qui il nostro primo appuntamento della rubrica sul “Videomaking”. Spero di essere stato abbastanza esaustivo. Immaginate adesso di creare una storia su Instagram  in cui parlate con una cable cam: farebbe un effetto piuttosto insolito e sorprendente! Vi sfido a provarci! Consigli, richieste e commenti sono sempre i benvenuti. Alla prossima!

 

di Giulio Pavesi

Foto di copertina William Bayreuther

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